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Calcolatore costo badante 2026: quanto costa davvero in Italia
Quando si comincia a pensare seriamente a una badante per un genitore anziano, la prima domanda che ci si pone — quella che tiene svegli la notte — riguarda i soldi. Quanto costa davvero, alla fine del mese? Quanto bisogna mettere da parte ogni anno? E le tasse, i contributi, la tredicesima: si possono detrarre? Le risposte che si trovano in giro, sui forum o sui siti generalisti, sono quasi sempre incomplete: parlano di "stipendio netto" come fosse l'unico costo, dimenticando che assumere una badante regolare significa, per il datore di lavoro, sostenere una somma complessiva che può essere superiore del 35-40% rispetto al solo stipendio in busta paga.
Questo calcolatore prova a darti una stima realistica, basata sul CCNL Colf e Badanti vigente nel 2026 e sulle medie di mercato per ciascuna regione italiana. Tiene conto di tutto: lo stipendio base secondo il livello contrattuale, i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, la tredicesima, le ferie maturate, il TFR accantonato e — per le conviventi — anche la spesa effettiva di vitto e alloggio. Per le famiglie con un parente non autosufficiente, mostra anche il costo netto effettivo dopo le detrazioni e deduzioni fiscali previste dalla normativa italiana.
È pensato per essere usato anche da chi non ha alcuna competenza in materia di contratti di lavoro: bastano cinque minuti, un paio di informazioni di base, e otterrai una scheda dettagliata che puoi salvare, stampare o portare a un commercialista per una verifica più approfondita. Tieni presente che si tratta di una stima: i valori reali possono variare in base ad accordi specifici, esperienza della badante, e dinamiche di mercato locali.
Domande frequenti sul costo di una badante
Perché il costo di una badante è così diverso dallo stipendio netto?
Lo stipendio in busta paga è solo la punta dell'iceberg. Sopra ci sono i contributi previdenziali e assicurativi a carico del datore di lavoro (versati ogni trimestre con F24), la tredicesima, le ferie maturate, il TFR accantonato mensilmente, e — per le conviventi — la spesa reale di vitto e alloggio. Quando si fa la somma, il costo complessivo per la famiglia supera del 30-40% lo stipendio netto della badante.
Quanto costa una badante in nero rispetto a una regolare?
Nell'immediato risparmi tutto: contributi, TFR, tredicesima, ferie. Ma il rischio è enorme. In caso di controllo dell'Ispettorato del Lavoro le sanzioni vanno da 1.800 € a oltre 50.000 € a seconda della durata del rapporto in nero, oltre all'obbligo di regolarizzazione retroattiva di tutti i contributi non versati. In caso di infortunio domestico della badante — anche solo una caduta sulle scale — si risponde civilmente e, in alcune circostanze, anche penalmente. Tradotto: il vantaggio economico apparente svanisce alla prima ispezione o alla prima causa.
Posso pagare la badante con i Voucher INPS?
No. I voucher INPS — oggi denominati Libretto Famiglia — coprono solo prestazioni occasionali di lavoro domestico, fino a un tetto annuo di circa 5.000 €. Per un'assistenza continuativa, anche solo qualche ora al giorno tutti i giorni, è obbligatorio il contratto di lavoro domestico secondo il CCNL, con iscrizione all'INPS e versamento dei contributi trimestrali.
Il costo di una badante convivente è davvero più conveniente di una a tempo pieno non convivente?
Sì, in molti casi: lo stipendio CCNL convivente è già comprensivo del valore convenzionale di vitto e alloggio, e i contributi previdenziali sono calcolati su base settimanale anziché oraria. A questo si aggiunge la copertura notturna e la flessibilità nelle emergenze. Lo svantaggio è la necessità di avere una stanza dedicata in casa e una certa rigidità nella convivenza. In genere, per assistenze H24, il convivente costa fra il 15% e il 30% in meno rispetto a un tempo pieno non convivente coperto da turni.
Le agenzie di badanti costano di più rispetto al contatto diretto?
L'agenzia applica una commissione una tantum, di norma fra una e tre mensilità della badante, in cambio della selezione del profilo, della verifica dei documenti e di una garanzia di sostituzione gratuita nei primi mesi. Il contratto di lavoro resta comunque fra la famiglia e la badante, e i costi mensili (stipendio, contributi, TFR) sono identici. Vale la pena considerare l'agenzia per la prima assunzione, soprattutto in città in cui il passaparola non è una rete affidabile.
Cosa succede al costo se la badante si ammala o va in ferie?
Durante la malattia certificata la badante percepisce l'indennità di malattia, in parte a carico del datore di lavoro (i primi tre giorni e una percentuale dal quarto in poi, secondo i giorni di anzianità) e in parte a carico dell'INPS. Le ferie sono retribuite normalmente. Per garantire la continuità dell'assistenza nei periodi di assenza, la famiglia deve organizzarsi con una badante sostitutiva (che paga in più) o ricorrere alla rete familiare.
Quante ore al giorno può lavorare al massimo una badante per legge?
Il CCNL prevede 40 ore settimanali per i non conviventi, ridotte a 54 ore (10 al giorno, con 11 ore di riposo notturno) per i conviventi. Le ore eccedenti sono straordinario, con una maggiorazione del 10% per le prime 8 ore settimanali oltre il limite e del 25% per quelle successive. Le ore notturne dei conviventi (dalle 22 alle 6) sono considerate ore di presenza, non di lavoro effettivo, ed entrano già nel calcolo del minimo CCNL.
Posso licenziare una badante senza motivo? Quanto costa?
Il lavoro domestico ha tutele meno rigide rispetto agli altri rapporti subordinati: il licenziamento è ammesso anche ad nutum, cioè senza obbligo di una giusta causa, a patto di rispettare il preavviso previsto dal CCNL (di solito da 8 a 30 giorni, in funzione dell'anzianità). Al termine del rapporto vanno comunque liquidati TFR, ratei di tredicesima e ferie non godute. Per un rapporto di un anno con stipendio mensile di 1.000 €, la liquidazione complessiva è in genere fra 1.200 € e 1.600 €.
Fonti dei dati
- CCNL Lavoro Domestico 2025-2028 (firmato 28.10.2025, in vigore dal 01.11.2025 al 31.10.2028)
- Tabelle retributive 2026 confermate al Ministero del Lavoro l'11.02.2026
- Aliquote IRPEF 2026 e detrazioni fiscali — Agenzia delle Entrate
- Articolo 15 e 10 del TUIR per detrazioni e deduzioni assistenza
- Tabelle Assindatcolf, Webcolf, INPS — gestione lavoratori domestici
Ultimo aggiornamento dei dati: maggio 2026. Le quote di ripartizione datore/lavoratore dei contributi INPS sono approssimazioni delle circolari INPS storiche; per i valori esatti vigenti consulta il tuo commercialista o il sito INPS.